Same same but different…

Perché in una pratica tradizionale pratichiamo quasi sempre le stesse
sequenze di asana? Non è più stimolante cambiare, concentrandosi ogni
volta su aree diverse del corpo?
Per il lavoro interno-esterno che vogliamo fare con l’ashtanga, la ripetizione
regolare delle asana permette al corpo di ‘memorizzare’… Più il corpo ripete
le posture più le fa ‘sue’, le riconosce… così la mente, via via, è capace di
essere meno assorbita dal movimento fisico e più concentrata sul respiro,
sull’aggancio interno… e la pratica diventa non esercizio fisico ma un
percorso evolutivo per migliorare la performance interna dello stesso respiro,
fino a cercare lunghi respiri di 15-20 secondi, a volte anche molto più lunghi,
in questo modo la pratica di yoga diventa una pratica antica di yoga e subito
si capisce con la propria esperienza diretta cosa si sta facendo!