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Secondo la mia esperienza è impossibile senza aver capito come eseguire una handstand, o verticale.

Si potranno avere tutte le basi anatomiche e scientifiche del mondo ma quello che ho notato è che persino gli anatomisti, praticanti di fama internazionale certificati di stili di Iyengar, ashtanga, anusara e cosi via, sono sempre tutti sbilanciati o fuori connessione. (Ho dimostrato tutto questo a svariati insegnanti di questi e altri stili…)

Naturalmente, quando parlo di verticale non intendo la classica verticale a banana dove le spalle sono più o meno in avanti rispetto alle mani. Se queste ultime sono anche di un solo centimetro più avanti rispetto alle spalle, si perde la connessione – idem per tutte le altre asanas -.

Quando si capisce quello che voglio dire tutte le spiegazioni di analisi del movimento si semplificano, intendendo che ogni volta che stiamo eretti, ci flettiamo in avanti, lateralmente, andiamo in torsione, in apertura delle anche, backbending e naturalmente in armbalancing, le azioni interne-esterne rimangono sempre le stesse!

Certo è difficile sostenere con questo post quello che affermo… Ma secondo la visione e l’esperienza diretta di tutti i praticanti ed insegnanti di diversi stili di yoga che mi hanno conosciuto è un approccio che descrivono – con le loro stesse parole – geniale ed anche unico, dato che nessun altro insegnante al mondo lo insegna.

Tutto questo e molto altro non l’ho imparato andando a fare dei workshops o yoga retreats, anche se ci sono state delle figure di riferimento che mi hanno ispirato in passato.

Solo una pratica sincera e devota alla crescita spirituale (e non di marketing) pu  farci sviluppare altre capacità nascoste!

Nella foto del post c’è la classica verticale di sforzo a carico dei reni, ossia sbagliata secondo quello che sostengo.