Breathe

Quanto dovrebbero durare le sequenze dell’ashtanga?

Secondo me, tutto dipende dalla lunghezza del respiro. Ho avuto degli insegnanti a Mysore, tra i quali BNS Iyengar, che facevano durare per esempio la prima serie un’ora… naturalmente notavo che i miei respiri erano al massimo lunghi un secondo.

In genere so che quasi tutti quanti si mantengono intorno alla durata di un’ora e quindici minuti, fino ad un’ora e mezza circa, di pratica.

Nel mio caso posso dire che, siccome faccio dei respiri in media di 15 secondi, se devo mantenere questa lunghezza del respiro mi ci vorranno circa 5 ore e mezzo.

Naturalmente, per diversi aspetti sia fisici che di tempo ed energetici, questo pu  essere un p  troppo, soprattutto se oltre alle sequenze dell’ashtanga si ha una pratica giornaliera di due/ tre ore di pranayama, o ancora lavoro e famiglia con dei bambini piccoli…

Nel mio caso, quindi, sento che la cosa migliore è sempre quella di allungare il respiro, a volte fino a quindici/venti secondi: naturalmente, così facendo, nella maggior parte delle asana fare un respiro ad ogni posizione potrà essere sufficiente.

Spiegandomi meglio: se pratico la prima serie insieme a qualcuno che la pratica con i classici 5 respiri di un secondo di lunghezza, con tutti i vinyasana nelle sitting postures, ho avuto diverse esperienze in cui, pur iniziando insieme e dando un respiro ad ogni asana, dimezzando i vinyasana a terra, terminavo sempre più tardi degli altri.

La cosa più importante è capire il senso di quello che si sta facendo, ed in questo posso essere molto specifico e spiegare in modo coinciso e diretto ai miei allievi più aspetti essenziali e profondi della nostra pratica senza fare nessuna filosofia.  

Il mio consiglio è di fare attenzione a coloro che danno spiegazioni generiche e vaghe! Non ha importanza da quanti anni si pratica: capita di vedere anche tra i più grandi insegnanti internazionali, certificati, chi spesso e volentieri non ci ha capito un bel niente… infatti quello che si trasmette soprattutto con l’ashtanga, lì fuori, è una pratica prettamente esterna, stile aerobico.

Ugualmente accetto tutto quello che trovo nell’ashtanga ed in fondo penso che in questo stile, come in tutti gli altri, ognuno deve continuare nel modo che sia più in risonanza con la propria scelta personale.

Tuttavia spero che nell’ashtanga si possa risvegliare sempre più coscienza di questa antica pratica dove il respiro è l’essenza cruciale di questo stile.