The magic of external Yoga practice

Quando qualcuno dall’esterno vede una pratica di uno yogi ha subito la
sensazione di assistere a qualcosa di profondo, antico e magico, solo
quando i movimenti sono lenti e centrati con un respiro di un minimo di 7/8
secondi fino a 15/20 per ogni vinyasa questa magia può avvenire, per il resto
quando le transizioni impiegano giusto qualche secondo, questo rispecchia
una pratica solamente esterna senza nessuna consapevolezza interna, come
usava dire Sri K. Pattabhi Jois: ” Lo yoga è una pratica interna, tutto il resto è
un circo/ginnastica”.
Quindi come fare a riconoscere se qualcuno che ci insegna rispecchia
questo concetto? Semplicissimo contate i secondi che impiegano per
compiere ogni singola transizione, se ne sono solo una manciata già sapete
tutto!