Body asana and brain, “Earth”

Parlando del corpo che è il nostro tempio sacro nello yoga naturalmente le asana rappresentano quell’espressione esterna della manifestazione energetica contenuta dentro noi stessi.

Lentamente andremo  a trattare svariati argomenti relativi alle posture come per esempio allineamento/anatomia, aspetto terapeutico correttivo emozionale, sacred geometry etc. etc. praticamente c’è un intero universo dietro questo topic.

L’ aspetto che mi piace di più mettere a fuoco e’ quello di come milioni di persone riescano a trarre beneficio così facilmente da questa pratica sopratutto i primi anni. Avete infatti mai notato di come un principiante riesca a godersi un triangolo storto o un uttanasana totalmente curvo e così via parlando con tutte le altre posture? Qual’ è la spiegazione dietro tutto questo?

Penso che tutti noi conosciamo l’espressione “la prima volta è sempre la prima volta” per esempio che ho assaggiato quella pizza, ho scalato una montagna ho fatto questo e quello ed è stato sensazionale, bene adesso andremo a vedere un p  cosa ne dice la scienza e qual’è la cruciale importanza relativa nella pratica olistica dello yoga.

Secondo il neuro scienziato Nathan Spreng e naturalmente molti altri il nostro cervello viene stimolato maggiormente la prima volta che esegue e deve imparare qualcosa di nuovo proprio perché gli emisferi cerebrali creano nuove sinapsi soprattutto attraverso quelle attività chiamate self-reflective come lo potrebbero essere appunto imparare nuove posture o esercizi fisici differenti, studiare, ricercare, pianificare qualcosa per il futuro o anche semplicemente il daydreaming.

Così più aumentano le connessioni tra i nostri neuroni più siamo in grado di imparare e immagazzinare/store informazioni, poi come queste connessioni diventano più forti meno dovremmo pensare a sforzarci a quello che stiamo facendo. Quindi rimane cruciale per il nostro cervello continuare ad imparare nuove cose per evitare di stagnarci dopo X tempo in qualcosa che non solo non ci darà più quella gioia, piacere iniziale ed interesse ma non ci permetterà neanche più di evolvere.

Da qui in poi dovr  spiegare svariati argomenti e quello che io chiamo the four-step learning process che andrà proprio a trattare nello specifico qual’è l’obiettivo finale dello yoga in relazione all’ asana e di come evitare quell’ atrofia che succede con la stramaggioranza dei praticanti che dopo 5/10 anni non trovano nient’ altro che va oltre nello yoga (classico tranello che da anni sento dire quando insegno a già praticanti/inseganti di yoga).

Questo e molto altro ancora verrà trattato nel prossimo post sempre nella serie “Terra”.

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