II mio approccio, sviluppato attraverso anni di esperienza diretta sia come insegnante che come praticante, pone l’ enfasi sulla ricerca di una maggiore interiorizzazione della pratica.

Si tratta di un lavoro molto profondo dai molteplici benefici: porta, infatti, non solo un miglioramento della postura e performance esterna-asana ma anche e soprattutto di consapevolezza interiore, di centratura e consapevolezza diretta spirituale.

 Calibrando sempre l’ approccio sulle possibilità di ciascuno, procedendo step by step in un percorso personalizzato, il focus del mio insegnamento è la realizzazione del se spirituale.

 

” Innerock” è il mio metodo personale che insegna in modo impeccabile la connessione interna-esterna, ossia la calibrazione della risonanza energetica del corpo con l’alterazione del pensiero energizzato attraverso il respiro.

 

Le sue caratteristiche peculiari dimostrano in modo oggettivo che:

 

– sviluppa la consapevolezza di un allineamento perfetto, in cui si è coscienti di come mantenere la schiena assolutamente dritta come una tavola quando c’è il respiro, curva quando ci sono dei kumbhakas (apnee).

 

– ciò che accade nel corpo è riscontrabile a livello oggettivo facendo pressione in punti specifici con le dita delle mani: attraverso le loro spinte opposte si neutralizzano, dando prova della connessione di aggancio interno che non fa altro che connettere simultaneamente uddiyana bandha, mula bandha e jalandhara bandha, a far rilassare il corpo lasciandolo dissolvere.

 

– la stessa struttura di aggancio vale per ogni singola asana o transizione, quindi piegamenti in avanti e indietro, verticalismo, torsioni, aperture di anche etc., semplificando quindi notevolmente l’ approccio teorico-pratico anatomico.

 

– crea una trasformazione profonda a livello miofasciale, allineando il corpo con angolature perfette ed evitando qualsiasi tipo di compressione e trauma.

 

– aiuta a capire come respirare in modo decisamente più profondo e lungo, lasciando il corpo sempre perfettamente allineato e rilassato allo stesso tempo.

 

– attraverso i condizionamenti esterni (asanas) / interni (pranayama) da me ideati si lavora fuori dalla pratica di yoga ottimizzando del 70% i tempi  per ottenere maggiore flessibilità, forza, lunghi respiri e ritenzioni.

 

– aiuta il corpo a mantenere sempre lo stesso tipo di allineamento, evitando di disperdere energia durante le posture, transizione e respiri. Il fine ultimo è che la mente cosciente possa mergere con gli stati di onde cerebrali alpha/theta/delta  e quindi di conoscere il nostro io spirituale viaggiando fuori dal corpo.

Open your ears, open your mind. Chiarire la vera realtà che si cela dietro la parola Yoga, così misteriosa che finisce per essere malinterpretata o tradita.

Questo è l’ intento che mi prefiggo condividendo la mia personale esperienza del mondo. Guardando da una prospettiva più ampia la direzione verso cui si muove il fenomeno Yoga oggigiorno, mi sono reso conto che si tende a concentrare energie e attenzioni su una pratica essenzialmente esterna che vede nell’ esecuzione delle asana il suo fine principale.

Da una parte c’è chi, intraprendendo un percorso così limitato, finisce per identificare la progressione con l’ esecuzione di posture o sequenze avanzate.

Dall’ altra c’è chi, dopo essersi prefissato obiettivi fisici sempre più alti, fa un passo in dietro e opta per una pratica più tranquilla che equilibri il corpo e calmi la mente.

Non voglio lasciar intendere che tutto questo sia totalmente sbagliato o da escludere. E’ importante esercitare il corpo, dedicargli attenzioni e cure. Il lavoro sulla parte esterna ci dà salute, forza d’animo, controllo sulle passioni e contribuisce al nostro benessere generale ma è bene accedervi in modo intelligente, tramite condizionamenti mirati anche ad ottimizzare i tempi. 

Il mio approccio prevede infatti di ottenere ottimi risultati lavorando sulla parte esterna non più di 3/4 ore a settimana, per lasciare spazio alle pratiche interne che sono il fulcro e la chiave dello Yoga. 

L’ essenza di questa antica pratica non è altro che il lavoro consapevole sul nostro campo energetico. Quando saremo capaci di aumentare il nostro livello di energia interiore (la nostra forza vitale o prana) che si manifesta attraverso una vibrazione, potremo attivarla, controllarla e canalizzarla. Allora risulterà chiaro che lo Yoga è unione-proiezione di anima e spirito e attraverso esperienze spirituali reali per farci espandere oltre la terza dimensione verso altre possibili dimensioni della realtà di cui facciamo parte.